…..COSTRUIAMO FUTURO CON AMORE
.

PROGETTO DI ISTRUZIONE-EDUCAZIONE PARENTALE

PER BAMBINI DAI 6 AGLI 11 ANNI

.

Il progetto FuturiAmo è ben più di una scuola parentale e viene realizzato da un gruppo informale di famiglie di Como che intende sviluppare una realtà che punti alla crescita dei bambini attraverso la didattica per competenze, organizzando una formazione che non fornisca solo conoscenze e abilità, ma che riesca ad incidere sulla cultura e sui comportamenti, così da diventare patrimonio permanente della persona. Siamo convinti che gli alunni apprendano meglio quando costruiscono il loro sapere in modo attivo, attraverso situazioni di apprendimento fondate sull’esperienza.

Riteniamo che la crescita dei bambini come esseri umani pensanti e consapevoli, non avvenga per compartimenti stagni, le materie saranno affrontate in maniera trasversale attraverso un approccio didattico esperienziale e per progetti. L’inglese sarà utilizzato trasversalmente in tutte le ore di lezione e nelle uscite sul territorio come durante i laboratori. La classe sarà eterogenea per età con bambini dalla 1° alla 5° elementare (pluriclasse).

Il primo mese circa sarà dedicato alla costituzione del gruppo e di osservazione, attraverso proposte multiple e con tecniche diversificate, così da comprendere la modalità di apprendimento di ogni singolo bambino e poter offrire ad ognuno di loro gli stimoli più adatti alla loro crescita.

La biblioteca di Brunate rappresenterà un appuntamento fisso per i bambini, con il racconto e la lettura di storie in linea con il tema che il gruppo starà affrontando. Il Comune di Brunate presenta caratteristiche paesaggistiche, artistiche e storiche, oltre che sociali (vedi le innumerevoli associazioni che svolgono le loro attività solidaristiche sul territorio), che i bambini avranno modo di esplorare e con cui confrontarsi sempre nell’ottica di un reciproco accrescimento e cogliendo il valore degli scambi generazionali, come quelli culturali ad esempio.

I bambini avranno modo di apprendere attraverso esperienze dirette che li porteranno a stare molto a contatto con la natura, rendendosi protagonisti di un “fare cultura” anche rispetto all’attenzione all’ambiente e all’altro, in un’ottica di sostenibilità e collaborazione. 

La didattica

Le famiglie intendono avviare un’esperienza didattica ed educativa di e per la vita. Da qui la scelta di una didattica incentrata sull’esperienza e sul curriculum globale, che mette da parte l’obsoleta programmazione favorendo invece la logica progettuale incentrata sullo sviluppo delle competenze. Nel concreto, la realtà sarà formata da una piccola classe verticale, composta da bambine e bambini di età diverse: il gruppo classe eterogeneo è sicuramente più simile a un contesto relazionale reale e naturale, consente a ciascun alunno una maggiore fluidità e attinenza nel seguire quella che in gergo viene chiamata la propria zona di sviluppo prossimale. Soprattutto, in questo modo è possibile promuovere il mutuo apprendimento. Il gruppo informale, infatti, desidera una scuola che metta al centro non il singolo individuo ma il gruppo classe: un gruppo il più possibile organico e armonioso, grazie al contributo unico e autentico di ciascun membro. L’unica scelta metodologica univoca sarà appunto quella del metodo del curriculum globale ed esperienziale. Proprio per essere il più possibile attinenti alla realtà – oggi davvero multiforme – e, soprattutto, per sostenere al meglio ciascuna bambina e ciascun bambino nel suo processo di crescita e apprendimento si predilige una didattica il più possibile “su misura”, che non prevede l’adozione di un unico libro di testo ma lascia all’insegnante il compito di proporre ad ogni alunna/o gli strumenti che le/gli sono più conformi.
Questa realtà non prevede una suddivisione del sapere in materie ma, al contrario, propone una logica progettuale all’interno della quale vengono sviluppate tutte le competenze da acquisire. In concreto, lavorare per progetto presuppone la scelta di un macro argomento (o ambito) sulla base del quale l’insegnate fa delle ipotesi di lavoro che propone alla classe e periodicamente si ferma per valutarne l’esito. Questo procedere “scientifico” non riguarda solo l’insegnante ma ogni bambina/o e l’intero gruppo classe. Infatti, “l’anima” del progetto sono proprio gli alunni: ogni tassello che si aggiunge è aggiunto da loro, secondo i loro tempi. All’insegnante è dato principalmente il compito di guidare questo procedere attraverso, ad esempio, la proposta di attività e il sostegno in momenti di dialogo euristico. La valutazione è un tassello fondamentale del procedere per progettualità, intendendo la valutazione non come un giudizio calato dall’alto ma come uno scambio di visioni tra insegnante, bambina/o e genitore. Per questo, periodicamente i tre soggetti compileranno una griglia di valutazione costruita insieme all’inizio dell’anno scolastico che sarà poi parte della documentazione finale di ciascun alunna/o. Infine, proprio nel desiderare una realtà, come si diceva in principio, di e per la vita preme sottolineare che la crescita emotiva e relazionale del singolo non saranno esenti né trattate attraverso percorsi paralleli, ma saranno parte integrante della quotidianità scolastica per sostenere e garantire lo sviluppo organico della persona. Al contempo, per essere davvero vicina al reale, le famiglie ritengono che tale realtà debba dialogare costantemente col territorio in cui è sita e fornire alle piccole persone di cui ha cura strumenti per sviluppare una cittadinanza consapevole.

Direzioni pedagogiche e valoriali

Vorremmo tracciare i contorni di un percorso educativo incentrato su alcuni principi cardine, tra i quali:

  • il metodo maieutico di Danilo Dolci e Daniele Novara. Tale metodo ha l’obiettivo di aiutare ciascuno a tirare fuori le proprie capacità espressive e creative, attraverso lo strumento per antonomasia: la domanda.
  • gli approcci all’educazione emozionale di Alberto Pellai e Daniela Lucangeli. Alberto Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva:<< non servono ricette magiche o competenze speciali per essere buoni genitori, ma è importante sentire dentro se stessi che si è capaci di ascoltare e accettare le proprie emozioni, passaggio preliminare e indispensabile per essere poi capaci di sintonizzarsi con gli stati emotivi del proprio bambino, attribuirvi un significato e comportarsi di conseguenza>>. Lucangeli insegna che l’emozione si lega come parte integrante nel processo di apprendimento, come flusso di azioni, IL FLUSSO DELL’ INTELLIGERE: nell’immettere le conoscenze da FUORI a DENTRO( apprendimento), da DENTRO a DENTRO (rielaborazione personale, il cuore della vita, le nostre risorse), da DENTRO a FUORI (il pensiero).
  • l’immaginario di scuola del maestro Franco Lorenzoni e delle ricercatrici Monica Guerra e Francesca Antonacci. Per Lorenzoni il dialogo è alla base della sua pedagogia quotidiana, è strumento funzionale per aiutare gli alunni a mettere il pensiero al centro del loro processo di apprendimento, è mezzo per dare voce alla scoperta come nuova prospettiva per imparare e conoscere la realtà. Guerra e Antonacci insegnano che la scuola innanzitutto deve essere condivisa per consentire di far fluire pensieri, idee, conoscenze e per diminuire le barriere al suo accesso. Per questo deve orientarsi alla partecipazione, di tutti i suoi attori, adulti e bambini. La dimensione della comunità e quella del gruppo sono al centro. Il benessere personale è sempre in dialogo con quello collettivo, senza che venga diminuita la libertà del singolo.

Focus

  • la partecipazione di tutti i suoi attori, adulti e bambini.
  • l’avere al centro la dimensione della comunità e quella del gruppo, non il bambino.
  • il benessere personale sempre in dialogo con quello collettivo, senza che venga diminuita la libertà del singolo.
  • lo spazio per la ricerca individuale sempre liberamente possibile, ma perché il gruppo è il luogo dove si confluisce per mettere in comune, approfondire, discutere, per condividere l’emozione di imparare, con un progetto di comunità. E perché la conoscenza si genera, sempre, insieme.

Se volete far parte di questa realtà potete compilare questo form:

questionario per famiglie

Qui di seguito il regolamento recante le linee guida nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione:

decreto 16 novembre 2012, n. 254

Il Miur ha trasmesso il documento recante le Linee di indirizzo “Partecipazione dei genitori e corresponsabilità educativa”, con il quale intende promuovere e riaffermare il ruolo delle famiglie nella formulazione di proposte, nelle scelte di talune attività formative e in altri aspetti che riguardano i percorsi educativi nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado.

Il documento, trasmesso con nota 22 novembre 2012 prot. n. 3214, è stato redatto sulla base delle indicazioni e dei suggerimenti forniti dal FONAGS (Forum Nazionale delle Associazioni dei Genitori della Scuola). Esso rappresenta il riconoscimento del ruolo che le famiglie, in forma individuale o collettiva, esercitano proponendo e esprimendo le loro istanze per contribuire significativamente e attivamente alla definizione dell’autonomia didattica e culturale della scuola.

In particolare, il documento richiama l’attenzione sull’importanza di una partnership educativa tra scuola e famiglia fondata sulla condivisione dei valori e su una fattiva collaborazione delle parti nel reciproco rispetto delle competenze. Essa è riconosciuta come un punto di forza necessario per offrire ai ragazzi la più alta opportunità di sviluppo armonico e sereno ed è parte del concetto, sempre più diffuso, che l’educazione e l’istruzione siano anzitutto un servizio alle famiglie che non possa prescindere da rapporti di fiducia e di continuità che vanno costruiti, riconosciuti, sostenuti e valorizzati.

Partecipazione dei genitori e corresponsabilità educativa