Progetto istruzione-educazione parentale in partenza.

Progetto istruzione-educazione parentale in partenza.

La nostra sfida è quella di promuovere un nuovo modello sociale ed educativo: una comunità educante. Puntiamo a fare rete con quei soggetti che, nel nostro territorio, decidono di assumere una responsabilità condivisa per la crescita dei bambini. Intendiamo impegnarci per rigenerare il territorio a partire dai diritti dei bambini, promuovendo la bellezza, l’inclusione e l’accoglienza, la legalità, la cultura, l’ambiente, la valorizzazione delle differenze, la cittadinanza attiva.

Cerchiamo genitori capaci di guardare ai loro figli come a bambini in continua evoluzione e persone bisognose di ascolto e accompagnamento attivo anche durante il percorso didattico, per esprimere al meglio le loro specificità. Ci piacerebbe incontrare genitori desiderosi di essere protagonisti insieme ai loro figli di un percorso di crescita personale senza deleghe eccessive, consapevoli che si tratta di un percorso in continua evoluzione e da costruire insieme con le figure educative.

Vorremmo trovarci con quei genitori desiderosi di immaginare insieme un percorso condiviso per bambini della scuola primaria, nell’ottica di un’educazione parentale.

Direzioni pedagogiche e valoriali

Vorremmo tracciare i contorni di una scuola incentrata su alcuni principi cardine, tra i quali:

> il metodo maieutico di Danilo Dolci e Daniele Novara;

> gli approcci all’educazione emozionale di Alberto Pellai e Daniela Lucangeli;

> l’immaginario di scuola del maestro Franco Lorenzoni e delle ricercatrici Monica Guerra e Francesca Antonacci.

Desideriamo che i bambini possano avere fiducia riguardo alla bellezza del conoscere e del costruire l’autonomia del proprio pensare. Ci piace immaginare che la trasformazione della classe in una comunità capace di ascolto reciproco non è altra cosa dall’approfondimento personale delle conoscenze. La cooperazione tra bambini e tra bambini e adulti, così come l’ascolto reciproco sono alla base del nostro progetto educativo.

Ci piacerebbe incontrare educatrici e maestre desiderose di prendere in mano questa idea e farla propria, contribuendo in prima persona alla riuscita di un’educazione alternativa, capace di andare incontro ai bisogni di ogni bambino, assecondando i suoi interessi e sperimentando quanto più possibile la didattica nella vita quotidiana, sviluppando non solo competenze ma anche life skills.

Per life skills si intende:

nella sfera interiore/individuale – la conoscenza di sé, la gestione delle emozioni, la gestione dello stress e il pensiero creativo, che favorisce la costruzione del processo decisionale;

nella sfera esteriore/relazionale – l’empatia, la capacità di relazionarsi con gli altri e la comunicazione efficace; pensiero creativo (elemento sempre riferibile alla persona,),

come componenti del processo decisionale – il senso critico, la capacità di risolvere i problemi e l’assunzione di una decisione.

Dal Manifesto “Una scuola” di Guerra e Antonacci riprendiamo alcuni concetti che ci piacerebbe replicare:

– la partecipazione, di tutti i suoi attori, adulti e bambini.

– l’avere al centro la dimensione della comunità e quella del gruppo, non il bambino.

– il benessere personale sempre in dialogo con quello collettivo, senza che venga diminuita la libertà del singolo.

– lo spazio per la ricerca individuale sempre liberamente possibile, ma perché il gruppo è il luogo dove si confluisce per mettere in comune, approfondire, discutere, per condividere l’emozione di imparare, con un progetto di comunità. E perché la conoscenza si genera, sempre, insieme.

– l’assenza di classi tradizionalmente intese. La scuola è infatti organizzata per gruppi ​fluidi, talora omogenei e talora eterogenei per età, dunque senza divisioni rigide e stabili: la vita naturale ci insegna da sempre ad aiutare e supportare i più piccoli e osservare e imitare i più grandi. Anche il tempo ​non è organizzato in orari, proprio per favorire la dinamicità dei movimenti e delle ricerche in corso, senza spezzare i processi di apprendimento solo perché è finita l’ora e suona la campanella.

– il “fuori” inteso come apertura al mondo. La scuola che vogliamo è aperta al mondo, dunque in dialogo con l’esterno nella sua dimensione sia ambientale che sociale. Qui bambini e ragazzi hanno la possibilità di riconoscersi come parte di quella Natura cui appartengono: nel rapporto quotidiano con l’ambiente può nascere il rispetto per il mondo che solo la conoscenza e la familiarità possono dare. A contatto con un contesto che pone naturalmente questioni, si può sperimentare una didattica che interroghi il mondo, nella sua intrinseca interdisciplinarità: l’esperienza in Natura contiene simultaneamente ogni linguaggio e permette di muoversi attraverso ambiti differenti senza strappi, ma in continuità. Ancora, si scopre l’appartenenza ad un luogo e ad una comunità, esercitando la propria socialità spontanea, ma anche la propria responsabilità.

Direzioni didattiche

Saranno i docenti ad indagare e selezionare quali strumenti e metodi didattici possano meglio dare valore a ciò che fanno i bambini nell’ottica di una didattica attiva.

Riteniamo tuttavia fondamentali per la realizzazione del progetto i seguenti tre elementi:

  • In primo luogo la progettazione per competenze e non la programmazione per discipline singole.
  • L’esperienza che immaginiamo fa riferimento alle direzioni tracciate dalle Indicazioni nazionali per il curricolo contenute nel Decreto del MIUR n.254 del 2012.
  • L’assenza di valutazioni in forma numerica e la strada di ricerca per una valutazione formativa, che non sia giudizio dell’adulto ma sia una costante analisi a più voci dei processi in atto per poi riprogettarsi, riformulare obiettivi e miglioramenti.

A titolo esemplificativo elenchiamo di seguito le attività che vorremmo sviluppare e condividere con le famiglie che vorranno immaginare il progetto insieme a noi:

Educazione civica

Alcuni elementi: costituzione, istituzioni dello Stato italiano, dell’Unione europea e degli organismi internazionali; Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015; educazione alla cittadinanza digitale. Partecipazione ad esempio dei bambini più grandi ad una seduta di giunta del comune o ai lavori della Consulta giovani per capire come si muovono da dentro anche le istituzioni locali.

Educazione ambientale

Alcuni elementi: sviluppo eco-sostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari; il valore pedagogico dell’ambiente come soggetto che partecipa al progetto educativo; l’ecologia e il rispetto dell’ambiente.

Responsabilità e cooperazione

Alcuni elementi: valori come ospitalità ed accoglienza verranno sperimentati in maniera diretta nella quotidianità dai bambini, essendo l’”aula” inserita nel contesto della comunità di famiglie Le Vigne, dedita all’accoglienza di diverse tipologie di persone in stato di bisogno temporaneo (mamme con bambini, ragazzi stranieri). La cooperazione tra bambini e tra bambini e adulti, così come l’ascolto reciproco sono alla base del nostro progetto educativo.

Tecnologie

I bambini di oggi sono nativi digitali, è fondamentale parlare loro di tecnologie e spiegarne il corretto utilizzo. Solo in questo modo le tecnologie potranno essere strumenti “sani” nelle mani dei bambini.

2 pensieri riguardo “Progetto istruzione-educazione parentale in partenza.

  1. Mi pare un progetto ad ampio respiro dove ognuno può esprimere liberamente se stesso senza essere avvolto dalla ragnatela di regole a volte infruttuose e limitanti per la crescita umana.
    Esprimo i miei auguri perché questo progetto possa svilupparsi accogliendo molti bambini, per prepararli sia didatticamente, ma soprattutto umanamente e spiritualmente affinché costituiscano la parte migliore della società del domani.

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